Dolce Come il Fiele

Dolce Come il Fiele Book Cover Dolce Come il Fiele
Sara P. Grey
Fiction
Dri Editore BrandNew Romance
3 luglio 2019
275

INGREDIENTI:

1 chef pâtissier dal caratteraccio impossibile (a temperatura ambiente)

1 pasticcera adorabilmente testarda (NON agitare prima dell’uso)

Zucchero e fiele q.b

Peperoncino 1 pizzico

PER STUZZICARE/DECORARE:

Scarpe rosse 1 paio

Divisa da chef, che metta in risalto i muscoli – a piacere

Asciugamano 1, il più striminzito possibile

PROCEDIMENTO:

Gettare lo chef e la pasticcera sotto i riflettori del talent show culinario più gettonato della stagione, mescolare con abbondanti battutine e un pizzico di agrodolce e lasciar macerare nel disdegno reciproco fino a che non cominciano a far scintille. Ottenuta la miscela esplosiva, gustare con abbandono. E non ti preoccupare se sembra la ricetta per un disastro assicurato, alcune delle preparazioni più riuscite della storia sono il risultato di errori inaspettati...

Sono anni che Letizia Amalia Visconti non mette regno nel sancta sanctorum di suo padre: la rinomata pasticceria Visconti. Quando ci arriva davanti, è stupita di vedere che quell’ambiente solitamente austero e compassato, come il suo proprietario, è tutta un brulicare di attività.

Il motivo? Suo padre ha accettato di mettere la pasticceria a disposizione di The Next Sweet Thing, famoso talent show culinario in cui alcuni pasticceri si sfidano per ottenere il titolo di miglior pasticcere.

Aria di guai

Tra le condizioni che il padre di Amalia ha posto per accettare di mettere la sua pasticceria a disposizione della produzione c’è la partecipazione di lei al talent show: una sorpresa a dir poco sgradita, visto che tra lei e il padre i rapporti sono ridotti al lumicino da anni e tra i due non corre buon sangue.

Nonostante la passione comune per la pasticceria, infatti, il padre non ha mai permesso ad Amalia di lavorare con lui ed ha sempre criticato tutto ciò che la figlia faceva e le decisioni che prendeva, perciò adesso lei non riesce a capire perché voglia a tutti i costi che lei partecipi al suo talent show.

Anche se la tentazione di mandarlo una volta per tutte a quel paese è davvero molto forte, Amalia non è tipo da arrendersi, perciò decide di accettare la sfida.

Dalla padella nella brace

Si sa che i guai non arrivano mai da soli, e infatti il padre non è l’unico problema di Amalia. Il nome della sua seconda nemesi è Lorenzo Ardanti, braccio destro di chef Visconti nella pasticceria, giudice inflessibile e star del talent show, bello in maniera impossibile, che l’ha presa subito in antipatia, così come gli altri concorrenti, appena vengono a sapere che lei è la figlia di uno dei giudici.

Cosa sono questi?!

Motivo di discordia tra Amalia e chef Ardanti, oltre alle bugie che il padre di lei ha raccontato al giovane e bello chef sul suo conto, sono i dolci che Amalia prepara: i cupcakes. Secondo il famoso chef, quelle tortine malefiche non sarebbero degne neanche di essere chiamate dolci. Peccato, però, che l’abilità di Amalia le renda talmente buone da essere impossibile dirle alcunché, tantomeno eliminarla.

Dolce come il fiele

Purtroppo, Amalia non deve condividere solo la pasticceria, con il bello e antipatico chef, ma anche la casa. Giorno dopo giorno, incontrarsi anche lontano dalle telecamere spinge i due a vedersi sotto una luce diversa. Loro malgrado, le battutine salaci che si scambiano durante lo show cedono il passo a un’attrazione che diventa sempre più potente e inarrestabile. Resisterle diventa difficile, nonostante la diffidenza reciproca e il fantasma dello show che aleggia tra di loro.

Riuscirà Amalia a vincere The Next Sweet Thing e il cuore del bello e dannato chef?


Questa recensione di Dolce come il fiele è la quinta tappa del Review Party organizzato da Dri Editore, che mi ha dato la possibilità di leggere il romanzo in anteprima.

Già dalla sinossi sono rimasta intrigata, devo dire la verità: non solo perché sono un’inguaribile golosona, ma anche perché le premesse per una bella storia d’amore c’erano tutte. Per fortuna, la lettura del romanzo si è rivelata all’altezza delle mie aspettative!

Intrigante fin dalle prime pagine

Amalia Visconti torna a casa dopo tanto tempo su richiesta del padre, con il quale i rapporti sono a dir poco freddi, senza sapere che lui l’ha iscritta ad un famoso talent show culinario nel quale farà il giudice.

Arrivando in ritardo il primo giorno, Amalia si attira addosso il biasimo non solo del padre, ma anche di Lorenzo Ardanti, astro nascente della pasticceria e giudice inflessibile. Metteteci anche l’inimicizia degli altri concorrenti, quando scoprono che lei è la figlia di uno dei giudici e il gioco è fatto!

Per Amalia la strada inizia tutta in salita e, man mano che lo show prosegue, la salita diventa sempre più ripida: il padre e Ardanti non le danno tregua e se la prendono con i suoi adorati cupcake, anche se non possono eliminarla perché lei è una delle pasticcere più in gamba dello show. I

A complicare le cose ci si mette anche l’attrazione per lo chef Ardanti, ricambiata, che scoppia impetuosa e sembra aumentare ad ogni feroce battibecco. Una storia iniziata con le premesse della diffidenza e della segretezza che devono obbligatoriamente mantenere i due in quanto giudice e concorrente di un talent show, però, non ha vita facile e l’esito non è così scontato, se venissero scoperti.

Per fortuna Amalia non è sola, in questa avventura: a sostenerla telefonicamente c’è il suo migliore amico e futuro socio Misha, che la sostiene e la sprona con le sue battutine salaci e rende il romanzo ancor più interessante.

Una trama intrigante, accompagnata da una scrittura frizzante

Come vedete, la trama promette bene e la promessa viene mantenuta in pieno dallo stile frizzante con cui l’autrice l’ha sviluppata. Una leggerezza contrapposta a dei personaggi ben delineati sotto il profilo caratteriale e ricchi di sfaccettature, che rendono il romanzo interessante e complesso.

Man mano che si legge, si ha sempre più voglia di scoprire come andrà a finire tra la determinata Amalia e l’implacabile chef Ardanti. Personaggio che, devo confessarlo, non sempre ho trovato gradevole.

Il finale ha il giusto grado di suspance, non lascia delusi e non è per niente scontato.

L’unico appunto che devo fare all’autrice è sulla figura del padre di Amalia che, secondo me, cambia atteggiamento troppo repentinamente; inoltre, le ragioni del suo comportamento con la figlia e la defunta moglie non si comprendono molto bene. Un piccolo neo che non intacca minimamente la godibilità del libro, perfetto da leggere in queste giornate estive, per regalarsi qualche ora di evasione.

Ve ne consiglio la lettura se amate le storie leggere e frizzanti con un lieto fine non così scontato e le protagoniste forti, che sanno difendere la loro indipendenza.

Il Matrimonio delle Mie Migliori Amiche

Il matrimonio delle mie migliori amiche Book Cover Il matrimonio delle mie migliori amiche
Charlotte Butterfield
Fiction
Newton Compton Editori
23 May 2019
352
A Beautiful Da for a Wedding

Eve adora i matrimoni, e non vede l'ora di partecipare a quelli delle sue tre migliori amiche e del fratello...Almeno fino a quando Ben non torna in città e le future spose iniziano a impazzire...Finendo per far impazzire anche lei! 

Cara Eve…

La casella di posta elettronica di Eve, in questi giorni, è proprio rovente. Non solo per le lettere che arrivano dalle lettrici della rivista per future spose per cui lavora, ma anche per le numerose e-mail della sua amica Tanya, che sta per sposarsi ed ha scelto Eve come damigella per il suo matrimonio (chi meglio di una giornalista che si occupa di matrimoni, per organizzarne uno?).

Più si avvicinano le nozze, più la lista di cose da fare, e di recriminazioni da parte di Tanya, si allunga sempre di più.

Alla fine arriva Ben

Tanya, Eve, Becca e Ayesha hanno frequentato insieme l’università, così come Ben, il ragazzo che ha spezzato il cuore di Eve, che, a quanto pare, è invitato a tutti e tre i matrimoni.

Quando Eve lo scopre, il malumore per le sempre più pressanti richieste di Tanya aumenta a dismisura. Per sfogarsi, Eve scrive un pezzo dissacrante e tagliente sui matrimoni, che viene letto per caso dal suo capo.

Così Eve rimedia un ingaggio segreto per tenere una rubrica irriverente sui matrimoni per un’altra rivista: tutto quello che deve fare è scrivere degli articoli che parlino dei matrimoni delle sue amiche in chiave ironica. Visto che le servono soldi e, in più, scrivere la aiuta a sfogarsi, Eve accetta con piacere.

Ad ogni matrimonio il suo guaio

La situazione, per Eve, inizia a complicarsi già all’addio al nubilato di Tanya, che la “licenzia” dal ruolo di damigella dopo che lei e le altre invitate restano chiuse fuori dall’albergo.

Al matrimonio successivo, quello di Ayesha, lo sposo si rompe il naso. Aggiungeteci poi che il suo articolo, pur camuffato, attira l’attenzione dei suoi amici, che trovano numerose somiglianze con la festa di Ayesha e fanno andare nel panico Eve, che teme di essere scoperta.

Il terzo matrimonio, quello del fratello, riserva a Eve una sorpresa: Bruno, un affascinante francese che conosce durante il viaggio in Francia per degustare i vini per la festa.

E il quarto matrimonio?

Il matrimonio di Becca

Il quarto matrimonio, quello di Becca, la sua migliore amica in assoluto, ha inizio con grandi aspettative, che si scontrano, però, con la dura realtà, fatta di balle di fieno e uomini sbagliati.

Riuscirà Eve a sopravvivere a tutti e quattro i matrimoni?!


Ho acquistato “Il matrimonio delle mie migliori amiche” il giorno che è uscito in libreria ed ho finito di leggerlo quel giorno stesso. La storia di Eve è allegra, divertente, frizzante, un po’ come la sua protagonista.

In una sola estate Eve deve organizzare ben 4 matrimoni, cercando di accontentare le richieste più assurde fatte dalle sue amiche spose. Se già questo non bastasse, poi, a rendere un po’ meno appassionato il suo amore per i matrimoni, ci si mette pure il fatto che il suo ex ragazzo, Ben, sia invitato a tre delle quattro cerimonie.

Ben, l’uomo che l’ha abbandonata in un aeroporto il primo giorno della loro nuova vita insieme e adesso pensa di poter tornare a far parte dell’esistenza di Eve come niente fosse.

Dal momento in cui scopre che Ben sarà presente alle nozze delle sue amiche, è come se una piccola nube di sfortuna iniziasse a seguire Eve dappertutto. Anche quando la fortuna sembra sorridere a Eve, con il sorriso di un affascinante francese, le cose, presto, prendono una piega a dir poco surreale.

Ho trovato questa storia davvero bella, l’ideale per evadere un po’ dalla routine di tutti i giorni e lasciarsi trasportare in un divertente incubo matrimoniale, al centro del quale si trova Eve, la simpatica protagonista del romanzo. Dopo avere iniziato a leggerlo, sono due le domande che hanno continuato a frullarmi in testa: “ce la farà, Eve, a superare indenne i 4 matrimoni?” e “cosa ne sarà di Ben?”

La famiglia prima di tutto

La famiglia Prima di Tutto Book Cover La famiglia Prima di Tutto
Sophie Kinsella
Mondadori
Febbraio 2019
331
I Owe You One

Il punto è che non riesco proprio a lasciar correre. Le cose fuori posto non mi danno pace. Le devo sistemare per forza. Qui e ora. 

Non per niente, mi chiamano Fixie. 

Fixie Farr è una ragazza ingenua e di buon cuore, sempre pronta ad aiutare gli altri, soprattutto i membri della sua famiglia. Da qui il soprannome Fixie, che si porta dietro ormai da tempo immemore.

“La famiglia prima di tutto”

È questo il motto sul quale il padre di Fixie ha sempre basato la sua vita; e la madre di Fixie guida il negozio di famiglia con la stessa filosofia, adesso che il marito è morto.

Dei suoi tre figli, quella che si impegna più di tutti per far funzionare le cose è Fixie. Mentre gli altri due figli sono andati per la loro strada, infatti, solo lei è rimasta a lavorare a tempo pieno in negozio.

La sua natura generosa, e le insistenze della madre, portano Fixie a cercare continuamente di compiacere Jake e Nicole, il fratello e la sorella, due individui piuttosto egoisti e concentrati solo su loro stessi.

Oltre a loro, ad approfittarsi della natura generosa di Fixie c’è anche Ryan, uno dei migliori amici di suo fratello, del quale lei è sempre stata perdutamente innamorata. Dopo una breve parentesi romantica, però, lui era volato in America per inseguire i suoi sogni hollywoodiani, dimenticandosi di Fixie. desso Ryan è tornato, e ha deciso che, dopotutto, non può assolutamente stare senza Fixie.

Ti devo un favore

Un giorno, mentre si trova seduta in un bar, uno sconosciuto chiede a Fixie se può dare un’occhiata al suo portatile. Mentre lui è via, il soffitto crolla e Fixie si tuffa sul portatile per proteggerlo.

Sebastian, questo è il nome dello sconosciuto, è proprietario di un’azienda e in quel portatile aveva dei documenti molto importanti, che, senza l’intervento di Fixie, sarebbero andati persi. Per ringraziarla, le scrive su un tovagliolo che potrà chiedergli qualsiasi cosa in cambio del favore enorme che lei gli ha fatto.

Fixie per tutti, nessuno per Fixie

Quando Ryan e il fratello di Fixie vengono a conoscenza dell’evento, spingono Fixie ad andare da Sebastian per chiedergli un lavoro per Ryan. Fixie, seppur trovandosi in imbarazzo, accetta e Sebastian, per ricambiare il favore, offre con riluttanza un lavoro a Ryan.

Nel frattempo la madre di Fixie ha avuto un malore e si è recata in Spagna dalla sorella per riprendersi, lasciando il negozio nelle mani dei figli e del cognato, un individuo avido e vanesio. Fixie si trova così impegnata a fronteggiare tutti i problemi creati dai suoi familiari egoisti, che rischiano di mandare in rovina il negozio.

Poi c’è Ryan, che è riuscito a farsi licenziare da Sebastian, convincendo Fixie che l’uomo abbia preso una decisione ingiusta perché geloso di lui.

Quando Fixie affronta Sebastian, però, viene fuori una verità ben diversa; e Fixie inizia a capire che qualcosa nella sua vita deve cambiare. La strada per liberarsi dai condizionamenti, però, sarà ancora lunga e faticosa.


La famiglia prima di tutto” è una commedia scritta con l’inconfondibile stile ironico e pungente di Sophie Kinsella. Io l’ho amata e l’ho odiata allo stesso tempo, perché non riuscivo a capire come la protagonista potesse accettare tutte le angherie che subiva dalla famiglia, dalla patetica scusa di uomo che è Ryan e dalla madre stessa che, invece di difenderla, continua a dirle di avere pazienza con il fratello e la sorella per tenere la famiglia unita. Perché per loro non dovrebbe valere la stessa cosa?!

A parte poche eccezioni tutti, in questo romanzo, si sentono superiori a Fixie e si approfittano del suo buon cuore e della sua natura generosa, infischiandosene di calpestare la sua dignità e i suoi sentimenti. Tutti tranne Sebastian, l’unico che la tratta davvero con rispetto e che, seppur involontariamente, la aiuta ad aprire gli occhi.

Fino a metà del romanzo, sfogliavo pagina dopo pagina sperando che la protagonista desse di matto e mandasse tutti a quel paese, ma ciò non avveniva mai, causandomi grande frustrazione. Ad un certo punto sono stata addirittura tentata di abbandonare la lettura poi, alla fine ho cambiato idea. La mia è stata una buona decisione perché ho potuto assistere alla presa di coscienza di Fixie, alla sua trasformazione in una donna più sicura, che finalmente decide di prendere in mano la sua vita e darle una svolta significativa. Forse in una maniera troppo pacata e poco soddisfacente, ma comunque efficace.

Ne consiglio la lettura? Sì, se vi piace lo stile di Sophie Kinsella; ma vi avverto, preparatevi a soffrire di una grande frustrazione per l’ingenuità esasperante della protagonista!

Inizia subito a leggere!

La Signora degli Scrittori

La signora degli scrittori Book Cover La signora degli scrittori
Sally Franson
Fiction
Garzanti
2019-03-21e
304
A Lady's Guide to Selling Out

Una storia di crescita personale popolata da tanti scrittori e donne forti e decise

Casey Pendergast ha 28 anni e tutto ciò che una donna possa desiderare. È bella, ha una fantastico lavoro in un’agenzia pubblicitaria, bei vestiti, un appartamento tutto suo e una migliore amica che è come una sorella, anche se pensa che si sia svenduta, scegliendo quel tipo di carriera.

Ciò che Celeste ordina, Celeste ottiene

Capo dell’agenzia per cui Casey lavora, la PR, è Celeste, una donna che si è fatta da sè, e alla quale è impossibile dire di no, se si vuole rimanere nelle sue grazie.

Non per vantarsi, ma Casey è certa di essere una delle favorite di Celeste! Così quando, dopo averla vista convincere Ellen Hanks a diventare loro cliente, le propone di lavorare ad un progetto super segreto, Casey non può fare altro che accettare.

Nome in codice: Nanü

Nanü. È questo il nome che Celeste ha dato al suo nuovo progetto. A suo dire qualcosa di innovativo, di mai visto, che cambierà per sempre il mondo della pubblicità. Perché tutto ciò avvenga, però, c’è bisogno di dimostrare che il tutto possa funzionare; e toccherà proprio a Casey dimostrarlo. Per questo, viene incaricata di reclutare degli scrittori perché accettino di diventare gli sponsor di alcune aziende che hanno bisogno di rilanciare la loro immagine.

Il primo scrittore che deve incontrare è Ben Dickinson, un autore emergente che ha accettato di diventare lo sponsor di un’azienda che produce penne. Tra Casey e Ben il feeling è immediato e, sebbene lei sia sicura che mischiare lavoro e affari personali non sia una buona idea, inizia a frequentarlo.

La signora degli scrittori

Visto il successo ottenuto con Ben Dickinson, Celeste incarica Casey di andare in giro per il paese a reclutare almeno altri 10 scrittori, per attirare degli investitori interessati al progetto.

Così Casey inizia a viaggiare, allontanandosi sempre di più dalla sua migliore amica, Susan, che per lei è come una sorella, e anche da Ben.

All’inizio la cosa non le pesa molto, inebriata com’è dall’importanza del suo incarico, e dalle promesse di successo e ricchezza che Celeste inizia a sventolarle sotto al naso. Man mano che prosegue i suoi viaggi, e i suoi incontri, però, Casey inizia ad avere dei dubbi sulla bontà di quel progetto. Comincia a chiedersi se sia giusto corrompere in quel modo delle persone tanto integre.

A risolvere il suo dilemma, alla fine, ci penserà la vita, con un imprevisto che rischia di mandare in fumo tutto il suo impegno.


Devo essere sincera, fin dalla prima volta che ho letto la trama, mi sono innamorata di questo romanzo tanto da non vedere l’ora di averlo tra le mani per poterlo leggere. Immaginerete quindi la mia delusione quando, dopo aver iniziato la lettura, mi sono trovata davanti un romanzo che non rispecchiava per niente ciò che mi ero immaginata.

Nella mia testa mi ero fatta l’idea che Casey, la protagonista, fosse una donna equilibrata e con la testa sulle spalle, invece mi sono ritrovata ad avere a che fare con una ragazza frivola, concentrata solo sull’apparire. In più, forse proprio a causa del modo di essere di Casey, la prima parte del romanzo è piuttosto lenta, al punto che ho quasi pensato di abbandonare la lettura.

Per fortuna non l’ho fatto! Sì, la protagonista ci mette un po’ a diventare simpatica e la trama non diventa subito interessante, poi, però, succede qualcosa e ci si ritrova a provare simpatia per Casey e a tifare per lei. Anche grazie alle persone che le stanno intorno, la protagonista di questa storia compie un’evoluzione, che la porterà a ritrovare sé stessa. In particolar modo, ho apprezzato Susan e Ben, che sono stati coloro che, più, di tutti, hanno avuto a cuore il suo benessere e l’hanno messa davanti alle sue contraddizioni.

In più a dispetto della superficialità che si riscontra nei primi capitoli, la storia tocca temi profondi come l’amicizia, la violenza sulle donne e la loro forza, se decidono di reagire e mettersi in gioco.

Una cosa che non mi trova d’accordo è l’affermazione che il romanzo sia un viaggio attraverso il mondo dell’editoria moderna. Io credo fermamente che “La signora degli scrittori” sia una storia di crescita personale e di riscatto della figura femminile. Sì, ci sono gli scrittori, ma il mondo dell’editoria si trova ai margini della storia.

Consiglio la lettura di questo romanzo? Assolutamente sì! Certo, non è stato amore a prima vista, ma come spesso accade, l’amore che nasce pian piano è anche quello più profondo. Vi consiglio di dare alla storia di Casey e dei suoi scrittori la possibilità di conquistarvi.

La Donna del Ritratto

La donna del ritratto Book Cover La donna del ritratto
Kate Morton
Fiction
2018
478
The Clockmaker's Daughter

Il ritratto di una donna misteriosa finito tra le mani di un'archivista innamorata della storia porterà alla luce un segreto rimasto nascosto per cento anni

Elodie Wilson è un’archivista scrupolosa e metodica che, a pochi mesi dal suo matrimonio con un uomo ricco e di successo, fa un ritrovamento a dir poco sconcertante: all’interno di una scatola di oggetti appartenuti a James Stratton, influente avvocato filantropo e riformista vissuto nel XIX Secolo, trova una borsa di fattura pregiata con all’interno il ritratto di una donna misteriosa e un album da disegno pieno di schizzi che raffigurano una casa di campagna che a Elodie appare tremendamente familiare.

Edward Radcliffe

Anche se Elodie non lo sa ancora, la borsa che ha trovato non apparteneva a James Stratton, ma a Edward Radcliffe, celebrato pittore contemporaneo di Stratton che faceva parte di un gruppo di pittori chiamato Confraternita Magenta, di cui per un periodo è stato uno dei massimi esponenti. Poi, la tragica morte della fidanzata lo ha fatto impazzire per il dolore e di lui non si è saputo più niente.

Birchwood Manor

Sempre più ossessionata dalla casa raffigurata nei disegni di Radcliffe, che le ricorda tanto una storia che le raccontava sua madre quando era piccola, Elodie cerca disperatamente delle risposte per le domande che si affollano nella sua mente.

Prima si rivolge a suo padre che, però, le risponde in maniera piuttosto vaga, poi parla con lo zio di sua madre, Tip, sicura che lui possa darle risposte più precise.

Sebbene all’inizio l’uomo risulti reticente, in seguito conferma a Elodie che la casa del disegno e quella delle sue storie di bambina è la stessa. Si tratta di Birchwood Manor, una residenza di campagna che Edward Radcliffe aveva acquistato e che era passata alla sorella di lui, Lucy, alla morte di quest’ultimo. In seguito, la residenza era diventata un museo dedicato alla vita del pittore e alla Confraternita Magenta.

Era proprio qui, infatti, che la Confraternita si era riunita per dipingere per una intera estate, ed era qui che si era consumata la tragedia della morte della fidanzata di Edward.

La donna del ritratto

Quello che in pochi sanno è che dietro alla tragica sofferenza di Edward non c’è solo la morte della fidanzata.

Pochi mesi prima di partire per Birchwood Manor, il pittore aveva incontrato una fanciulla che lo aveva talmente colpito e affascinato da volerla ritrarre: quella ragazza era diventata la sua musa e lo aveva accompagnato a Birchwood.

È lei la donna del ritratto che Elodie ha trovato, una certa Lily Millington che, come scoprirà durante le sue ricerche, è stata la principale sospettata della morte della fidanzata del pittore e del furto di un gioiello di inestimabile valore appartenuto alla famiglia Radcliffe.

Cosa sarà successo davvero a Birchwood Manor, in quell’estate di tanti anni prima?


“La donna del ritratto” è una storia affascinante e complessa. Nonostante sia grazie a lei se la storia di Edward Radcliffe viene alla luce, non è Elodie la protagonista del romanzo.

I veri protagonisti sono Edward e Lily, la donna del ritratto, che è stata ben più di una modella per il pittore; ma questo lo scopriremo con il tempo, attraverso i racconti di tante voci diverse.

All’inizio si fatica un po’ ad entrare nel ritmo della narrazione, perché la storia ci viene raccontata da tanti personaggi che, nel corso del tempo, hanno intrecciato le loro vite con quella residenza ricca di fascino e suggestione che è Birchwood Manor.

Dopo la morte di Edward la casa è diventata di sua sorella Lucy, che ci racconterà la sua versione della storia solo alla fine. Prima ci saranno: Ada Lovegrove, una delle alunne di Lucy al tempo in cui Birchwood era una scuola per signorine di buona famiglia; Leonard, studioso segnato dalle fatiche della guerra che scoprì numerosi segreti di Birchwood e scrisse un libro sulla vita di Edward Radcliffe; Juliet e i suoi 3 figli, Beatrice, Red e Tip, che hanno trovato riparo a Birchwood durante la Seconda Guerra Mondiale.

Attraverso le storie di tutti questi personaggi, la verità sulla vita di Edward Radcliffe viene lentamente alla luce.

Il racconto più importante di tutti, però, è quello che né Elodie né gli adulti che sono transitati da Birchwood hanno potuto udire: quella storia l’hanno potuta sentire solo due dei bambini che hanno vissuto a Birchwood dopo la morte di Edward Radcliffe, Ada e Tip.

Solo loro, infatti, hanno avuto il privilegio di conoscere l‘unica persona che non ha mai lasciato Birchwood e che sa tutta la verità.

Vale la pena arrivare fino in fondo

Quella raccontata da Kate Morton è una storia complessa, resa ancora più complessa dal modo in cui l’autrice ha scelto di raccontarla, con salti temporali e narrazioni multiple che si avvicendano velocemente.

Lo ammetto, all’inizio questo espediente narrativo causa parecchia confusione. Proseguendo con la lettura, però, ci si immerge sempre più nella storia e la curiosità di scoprire come sono andate davvero le cose divora il lettore, spingendolo ad arrivare alla fine.

Se avete in mente di leggere questo romanzo vi do un consiglio: anche se a volte potreste essere tentati di abbandonare la lettura, non fatelo. Vedrete che, giunti alla fine, tutto vi risulterà chiaro.

Tutti i salti temporali e i cambi di personaggi avvenuti durante la lettura assumeranno un significato completo, come i pezzi di un puzzle che vanno finalmente a posto, per comporre un’immagine affascinante, tanto che vi verrà voglia di ricominciare la lettura.

L’unica cosa che mi ha lasciata un po’ insoddisfatta è il finale: mi sarebbe piaciuto saperne di più sulla storia di Elodie e Jack. Come vi ho detto all’inizio, però, questa non è davvero la loro storia.