caffè voltaire

Caffè Voltaire

Caffè Voltaire Book Cover Caffè Voltaire
Laura Campiglio
Fiction
Edizioni Mondadori
264

E pensare che tutto è iniziato con un innocuo motivetto francese sugli illuministi, Voltaire e Rousseau appunto, che il nonno Pietro da Lomello, un vecchio saggio pragmatico e ironico, le cantava quand'era piccola... 

Nel giorno del suo trentacinquesimo compleanno, Anna Naldini, giornalista con otto collaborazioni precarie, si sveglia, si guarda allo specchio e vede un viso giovane, anche se segnato da qualche ruga, e tutta una serie di sogni che avrebbero dovuto essersi realizzati ma che invece sono rimasti lì, nel cassetto.

Anna è preoccupata, per questo. Perché le sembra che da trentacinque anni in poi non sia più così semplice realizzarli.

Doveva succedere proprio oggi?

Quello che la protagonista ancora non sa, mentre si guarda allo specchio quella mattina, è che la preoccupazione principale, nel giorno del suo trentacinquesimo compleanno non saranno le rughe d’espressione, i sogni non realizzati o i troppi messaggi di auguri.

No. Quel giorno, dopo aver lasciato un gruppo di operai a protestare pacificamente per i loro diritti, Anna se ne va a cercare un posticino per scrivere il suo articolo sulla faccenda, e poi si avvia verso Busto Arsizio, dove si terrà l’inaugurazione della nuova stagione di un teatro su cui deve scrivere un articolo.

Chi se lo poteva immaginare che uno di quegli operai si sarebbe sentito male sul tetto della fabbrica, scatenando un putiferio? Non certo Anna, che lo scopre da Arno Mazzesi, il direttore del giornale per cui ha scritto il pezzo “La Locomotiva”. Dopo averla strigliata per bene per avergli fatto perdere lo scoop, Mazzesi la informa anche, con un sonoro vaffanculo, che la loro collaborazione è conclusa.

Proprio una bella fregatura, per Anna, perdere la sua collaborazione più importante. Per fortuna che ci sono il nonno e le sue amiche, Francesca e Jacaranda, a tirarla su di morale.

In cerca di lavoro

Dopo aver trascorso il resto della giornata a cercare di riprendersi dalla botta ricevuta, e la serata a festeggiare il compleanno con amici e conoscenti, dal giorno seguente Anna si mette alla ricerca di una nuova collaborazione, spingendosi addirittura fino a Milano.

Dopo aver bussato a tutte le porte della capitale, tuttavia, la situazione le appare abbastanza tragica, perché nessuno sembra volerla assumere.

Spinta dalla disperazione, Anna bussa anche alla porta de “I Probi Viri”, giornale di destra che più a destra non si può, e diretto rivale della “Locomotiva” che, invece, non potrebbe essere più a sinistra. Tuttavia, sembra che anche qui non ci sia nessun bisogno di lei.

Attenta a ciò che desideri

Mentre se ne torna a casa in taxi, sconsolata, Anna riceve un’inaspettata telefonata da Berta Azzopardi, direttrice de “I Probi Viri” che la informa di volerle dare una possibilità.

Il giorno dopo, anche Arno Mazzesi le telefona, proponendole di tenere una rubrica da opinionista sulla campagna elettorale. Anna accetta la proposta, chiedendo però di firmarsi con lo pseudonimo di Rousseau.

Mai scelta fu più azzeccata perché, qualche ora dopo, Berta Azzopardi la chiama, facendole la stessa, identica, proposta del Mazzesi. Anna accetta, proponendo di firmarsi con lo pseudonimo di Voltaire.

Voltaire e Rousseau

Da quel giorno, sulle pagine dei due giornali, uno smaccatamente di destra, l’altro che più a sinistra non si può, iniziano ad apparire i commenti alla campagna elettorale di Voltaire e Rousseau. Diversi nei contenuti, stranamente simili nello stile. Tanto che un direttore pensa che l’altra gli abbia copiato la colonna e viceversa, ed entrambi decidono di approfittarne creando degli account social per i loro opinionisti e scatenando battaglie a colpi di hashtag per guadagnare qualche lettore in più.

Sul filo del rasoio

In mezzo a tutto questo c’è Anna, che deve scrivere tutto e il contrario di tutto, mantenendo segreta la propria identità, facendo attenzione a non farsi scoprire dagli inviati dei due giornali quando tutti e tre si ritrovano a qualche evento della campagna elettorale.

Tutto sembra filare liscio almeno finché, un giorno, Lodovico Zani, l’avvocato di una dei candidati alle elezioni, non arriva a scompigliarle le carte in tavola…


Fresco. Divertente. Imprevedibile. Caffè Voltaire, di Laura Campiglio, è un romanzo scritto con uno stile unico: ironico e tagliente al punto giusto. La storia parte (forse), in modo un po’ lento ma poi mette il turbo e ti tiene incollata alle pagine fino alla fine.

Nel personaggio di Anna Naldini, con la sua storia di precariato e l’incertezza per il futuro, ci si possono ritrovare tante trentenni come me. Ed è proprio questo, forse, che mi ha fatto apprezzare ancora di più questo romanzo.

Insieme alla storia che racconta. Divertente e, per certi versi, avvincente, con un colpo di scena finale che di certo non ti aspetti e che riesce a rompere nuovamente gli equilibri che si sono creati.

I personaggi che accompagnano Anna Naldini nella sua avventura, di cui si scopre la profondità pagina dopo pagina, arricchiscono ulteriormente il racconto, rendendolo ancora più completo e interessante. Cosa sarebbe, Caffè Voltaire, senza le vicissitudini della stravagante Jacaranda, o senza le due ingombranti personalità di Arno Mazzesi e Berta Azzopardi?

Caffè Voltaire?! Voto 10

Insomma. Sono stata attratta da questo romanzo sin dalla prima volta che ci ho posato sopra gli occhi. Mi piaceva il titolo. Mi piaceva la copertina; e mi sono innamorata della trama.

Le mie aspettative non sono state di certo deluse. La scrittura brillante di Laura Campiglio, autrice che non conoscevo ed è stata una piacevole scoperta, mi ha letteralmente conquistata e non ho potuto fare a meno di innamorarmi della protagonista del libro e della storia che le ha creato intorno.

Quindi faccio i complimenti all’autrice per il suo romanzo e ve ne raccomando assolutamente la lettura!

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