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Siamo noi che scegliamo i libri, o sono loro a scegliere noi?

Buongiorno a tutte. Oggi voglio regalarvi una riflessione, partendo da un episodio piuttosto curioso che mi è accaduto ieri mattina.
Mi trovavo in  una libreria e stavo dando un’occhiata ai titoli di narrativa che fanno bella mostra di sé su quegli enormi tavoli che si trovano al centro del negozio. C’erano tanti bei romanzi, alcuni ve li ho segnalati anche qui sul blog, o su Facebook.

Una strana coincidenza

Stavo decidendo se prendere o meno  in mano l’ultimo libro della Premoli quando l’occhio mi cade su “La Ragazza Italiana“, di  Lucinda Riley ,che non ho ancora avuto modo di  leggere. Lo prendo, leggo le poche righe scritte sul retro, poi apro il volume per leggere la sinossi, che ricordavo poco. Posso dirvi che tutt’ora non  so di  cosa parli quel libro, perché sono stata colta da  un accesso di tosse talmente forte che ho dovuto posarlo. È stato come se in quel momento il libro mi avesse respinta “Non sono quello giusto  per te, adesso“, è stato il suo messaggio.

Così mi sono allontanata. Ho girovagato un po’ e sono tornata a respirare. Per caso mi sono ritrovata nella sezione dei quaderni, e ne ho trovato uno con una frase che per me ha avuto un significato speciale:

“Domani è il primo giorno del resto della mia vita”

 

Una frase che mi ha dato un raggio  di speranza, e che mi ha fatto dire a me stessa “Speriamo che il resto della mia  vita inizi meglio di come è finita la prima parte“.

Scelta da un libro

Qualcuno, in passato, mi ha detto che sono i libri a scegliere noi, e non  viceversa. E io, un po’, ci ho sempre creduto a questa cosa. Come accade anche nel  romanzo di Sofia Rhei,  “Aspettami fino all’Ultima  Pagina“, anche nella vita reale i libri sanno parlare al  nostro subconscio, sanno toccare la nostra anima. Sanno guarire.

Per me non è così stramba, quindi, la teoria che possa  essere un libro a scegliere di farsi leggere da noi, a dirci “In questo momento sono io quello giusto per te“.

Cosa mi ha convinto a  prenderlo? Non solo la trama, che mi ha intrigata, ma anche una frase scritta sul retro “Perché a volte bisogna sentirsi mancare la terra sotto i piedi per arrivare a toccare il cielo con un dito“. Perché un libro che racconta di un miracolo, di una felicità ritrovata dopo tanto dolore, è un messaggio di speranza di cui si ha bisogno in certi momenti particolari della propria vita.

Volete conoscere il  titolo?  Ve lo dirò tra qualche giorno, quando avrò finito di leggerlo.  Nel frattempo, raccontatemi se anche a voi è mai successo di essere scelte da un libro.

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